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Tra Foligno e Spoleto
Anacoreti siriaci e armeni si insediarono sul monte Solenne nei pressi di Ferentillo in Valnerina per creare i primi eremi cristiani in Umbria (V-VI sec). Da loro nacque il cenobio di San Pietro in Valle fondato nell’VIII sec, la splendido complesso che si trova in una rientranza della montagna in mezzo ad una rigogliosa macchia, al contempo chiusa nel suo spiritualismo ma aperta sul mondo.
Nel bosco di Monteluco, sopra Spoleto, la lecceta - l’antico spazio sacro a Diana, divinità pagana che nel buio denso e compatto del bosco si manifesta improvvisa nella radura colma di sole che porta la luce - diventa il rifugio di eremiti accomunati dal culto di San Giuliano. L’acqua, sia di superficie che sotterranea, ha condizionato a lungo l’organizzazione della vita religiosa nello spazio, divenendo elemento essenziale e vincolante per l’insediamento di eremi, abbazie, santuari, edicole e cappelle. L’orografia sofferta dell’Umbria ha offerto pareti rupestri, selve e grotte naturali inaccessibili, soddisfacendo la ricerca di isolamento perseguita dagli asceti; altrettanto può dirsi per i pascoli di altura, le conche tra le montagne e le valli anguste ricche di suoli fertili. I boschi solitari e fitti hanno rappresentato oltre che luoghi di raccoglimento e di preghiera anche spazi ricchi delle risorse necessarie per la sopravvivenza delle comunità religiose.
Luogo di straordinaria spiritualità sui contrafforti di questa parte dell’appennino è Sant’Eutizio nella valle Castoriana presso Preci, monastero sorto come altri in un’area di grande pregio ambientale. I primi eremiti qui, secondo la tradizione, furono Eutizio, Fiorenzo e Spes e ad attrarli fra le altre cose fu sicuramente la ricchezza di acqua che sgorgava da molte sorgenti. Vari eremi individuali - talvolta si trattava di grotte naturali, altre volte di celle in muratura, spesso comunque disperse in un territorio ampio - anche qui si organizzarono in cenobio, approfondendosi sempre più il senso della fratellanza nella ricerca di Dio di pari passo con le necessità di evangelizzazione del territorio, di organizzazione delle diocesi, di soprressione dei culti pagani e controllo politico di aree marginali. Ed è a Norcia in un contesto naturale e morale che presenta già fenomeni di eremitismo ed ascetismo che nascono e vivono tra il V ed il VI sec Benedetto e la sorella Scolastica. La regola benedettina dell’ora et labora prevede un rifiuto del mondo per essere ancora più presenti in esso, il ritirarsi in luoghi appartati per meglio approfondire la conoscenza del divino, in comunità in cui ci si affratella. Sono comunità di questo tipo, tra le altre, il romitorio benedettino di Cesi, sul fianco dei monti Martani tra Cesi e Portaria o l’Abbazia di Sassovivo, sopra Foligno,costruita nell’XI sec dall’eremita Mainardo. Altre mistiche sue contemporanee sono Chiara da Montefalco, Vanna da Orvieto, Margherita da Città di Castello tutte vissute nella seconda parte del XIII sec – inizio XIV e con esperienze spirituali molto forti.
La meditazione e l’imitazione della passione sono i due momenti fondamentali dell’itinerario mistico di Rita da Cascia. Molti hanno messo in grande evidenza i caratteri decisamente popolari della sua santità. Nella infinità dei miracoli che la tradizione le attribuisce, tra tante possibilità, viene definita la ‘santa degli impossibili’. I suoi miracoli emergono sempre da un contesto con elementi tipici del mondo contadino, le api bianche della sua nascita che coprono il suo viso nella culla e entrano ed escono dalla sua bocca, le api nere della sua morte che alla sua scomparsa si rinchiudono nel monastero dove ancora vivono; lo sterpo di vite che annaffiato per una anno alla fine germoglia; la rosa bianca fiorita in inverno tra la neve vicino alla sua casa di Roccaporena.
Un rapporto col divino che è vivo tutt’oggi come già detto e lo dimostrano le decine di comunità che si incontrano sulle colline dell’Umbria e la capacità di attrazione di nuovi movimenti cristiani legati ad esperienze importanti a Collepino di Spello, o, sempre a Spello, l’insegnamento di Carlo Carretto. Per un sosta in queste bellissime zone, potete soggiornare all’AGRITURISMO FIORDALISO, dotato anche di ristorante e in cui potete approfondire l’amore per questa terra attraverso degustazioni guidate dei prodotti tipici e vivere con gli umbri uno degli spettacoli più commoventi, l’Infiorata di Spello che si tiene ogni anno nella Domenica del Corpus Domini. Questo è il messaggio che viene dall’Umbria, un richiamo che attraversa i secoli e fa di questa terra un luogo di incontro, di pace, uno spazio ancora denso di possibilità.