Tra Foligno e Spoleto
Tra Trevi e Spoleto, vicino a Campello, le Fonti del Clitunno
celebrano la festa dell’acqua, del liquido sorgente
che dà la vita, della speranza che si rinnova ad ogni
primavera. I balconi naturali che cingono questa valle ricca
festeggiano invece la festa dell’olivo e dell’olio,
l’oro degli umbri, la loro ricchezza atavica, il loro
tesoro liquido. Verso oriente, di là dalla prima fila
di monti, quando l’appennino comincia a farsi sentire
ci sono due luoghi unici che non bisogna perdere.

Il
primo è l’altipiano di Colfiorito, pianoro in
altezza dai colori incredibili, tavolozza pastello con tutte
le gradazioni, con una palude protetta dove si è insediata
una delle colonie più consistenti in Italia di tarabusi,
aironi di grandi dimensioni, considerata tra le specie maggiormente
minacciate in Europa. Terra per ceci, lenticchie, fagioli
e patate, terra povera che sa nutrire,contornata da morbidi
e bassi rilievi tondeggianti che sembrano rassicuranti mammelle.
Il secondo luogo straordinario, più all’interno,
più alto, più intimo nel suo svelarsi inatteso,
imprevedibile dopo l’orlo di montagne che la cinge da
ogni lato è la piana di Castelluccio. Su di essa, enorme
conca piatta a 1.300 metri, incombe la cima del monte più
alto dell’appennino umbro-marchigiano, il Vettore, 2.478
m. La fiorita tardo-primaverile di questi piani è uno
degli spettacoli più belli che in una vita si può
incontrare, le fessure che come rughe solcano la superficie
della terra, andando a convergere in un inghiottitoio carsico,
fanno pensare ad un mondo primordiale, ad una terra viva che
si plasma di continuo. Decine e decine di itinerari del CAI
permettono di attraversare i Sibillini – molte le cime
sopra i duemila metri – in lungo e in largo praticamente
durante tutto l’anno. Qui come in Valnerina molte le
pareti adatte per arrampicate su roccia e molte anche le possibilità
di fare lo sci di fondo negli splendidi pianori di cui abbiamo
già parlato. Tanti poi i fiumi e i ruscelli in cui
si può pescare.

Più
in basso, l’aspra e al contempo dolce Valnerina, fatta
di rocce, pascoli, borghi appartati, storie e racconti che
si perdono in un passato mitico. Verso il fondo, poco prima
di Terni, il Nera riceve il Velino che con un balzo immenso
forma la famosissima cascata delle Marmore. Poco più
in là, sulla strada per Rieti, l’incantevole
lago di Piediluco. Di qua Spoleto e tutto il suo territorio
con Monteluco e i suoi boschi antichi che la dominano e i
monti Martani di fronte, verde sipario, che abbracciano basse
colline sparse di poderi. Nelle vicinanze di Spoleto, all’interno
di un antico borgo rurale, potete trovare il
CASALE
GRANDE, azienda a coltivazione biologica con mulino a
pietra e vivere, con la fattoria didattica e con il gradevole
giro in carrozza, nuove esperienze con la natura.